Code Architects entra a far parte del MePA (Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione)

Code Architects è diventata ufficialmente fornitore del MePA (mercato elettronico della Pubblica Amministrazione), un marketplace digitale grazie al quale le Pubbliche Amministrazioni possono acquistare beni e servizi scegliendole da un elenco di fornitori divisi in numerose categorie.

Dopo aver seguito una rigorosa procedura per entrare a far parte del marketplace (visitabile all’indirizzo www.acquistiinretepa.it), Code Architects è stata inserita quindi nella categoria “hardware, software e servizi ICT”, tramite la quale tutte le Pubbliche Amministrazioni italiane potranno conoscere le nostre soluzioni software specificatamente progettate per loro.

MePA

L’accesso al MePA fornisce la possibilità di espandere il mercato delle piattaforme e-SUAP ed e-SUE – il software realizzato da Code Architects per la gestione integrata dei procedimenti amministrativi per attività edilizie ed economico-produttive – e partecipare ai progetti di semplificazione e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Microsoft introduce una nuova certificazione per Linux su Azure

Microsoft ha annunciato pochi giorni fa la possibilità di ottenere una certificazione per Linux sul portale Azure, mostrando chiaramente l’apertura della società di Redmond all’ambiente degli open source.

Questa certificazione sarà ottenibile sostenendo due esami (“Implementing Microsoft Azure infrastucture solution” e “Linux foundation certified system administrator”), ed è stata introdotta anche perché “la Linux Foundation è leader nel rappresentare gli interessi degli stakeholder nel grande ecosistema degli open source”, come ha dichiarato Steven Guggenheimer, evangelista Microsoft.

“Il mondo dell’IT di oggi chiede sempre di più ai suoi professionisti, e conseguire una certificazione Microsoft che include Linux consentirà loro di distinguersi dagli altri, con l’opportunità di poter lavorare sulle più interessanti tecnologie disponibili al momento”, rilancia Jim Zemlin, direttore esecutivo della Linux Foundation.

Per maggiori informazioni su questa certificazione è possibile visitare la pagina https://www.microsoft.com/en-us/learning/mcsa-linux-azure-certification.aspx.

Transaction Promotion su database SQL Azure

Abilitando l’autenticazione tramite ASP.NET Identity 2 abbiamo avuto la necessità di creare una transazione (tramite TrasactionScope) che effettuasse la scrittura su tabelle dello stesso database ma su schemi diversi.
La situazione è la seguente:
– due stringhe di connessione identiche, una per lo schema di dominio, l’altra per lo schema ASP.NET Indentity, per le quali cambiavano i soli metadata;
– scritture che avvengono tramite ORM differenti: una tramite EntityFramework 6 Model first e l’altra tramite Entity Framework 6 Code First.

Il problema si scatena alla complete delle transazioni con il seguente messaggio: “The underlying provider failed on Open“. Esaminando l’InnerException si scopre che SQL Azure tenta di eseguire la Promotion della transazione su DTS e questo genera il problema su SQL Azure.
In realtà, consultando la documentazione ufficiale la Promotion non dovrebbe mai avvenire se le connection string sono identiche e allo stesso database.
La soluzione è quella di creare l’utente di database e cambiare conseguentemente le stringhe di connessione.


Script per creazione utente su SQL Azure:
da eseguire su database master
CREATE LOGIN myuser WITH password=[password]
GO
CREATE USER [myuser] FOR LOGIN [myuser] WITH DEFAULT_SCHEMA=[dbo]
GO
da eseguire su database specifico
CREATE USER [myuser] FOR LOGIN [myuser] WITH DEFAULT_SCHEMA=[dbo]
GO
EXEC sp_addrolemember ‘db_owner’, ‘myuser’;
GO

 

Gianvito Casulli

Problemi con il database collegato a una Azure web app

​Quando creiamo una web app su Azure dobbiamo associarvi un DataBase: quello predefinito per la sottoscrizione gratuita è la versione base di ClearDB di tipo mySQL​ (che ha una dimensione ridotta, 20MB, e questa dimensione non viene specificata in nessun punto della procedura di creazione della web app). ClearDB dovrebbe inoltre avvisarci tramite email del fatto che ci stiamo avvicinando al limite dei 20MB e che l’abbiamo raggiunto, ma le email non arrivano nè nel primo, nè nel secondo caso. Una volta raggiunto questo limite, ClearDB rimuove i permessi di insert e update sulle sue tabelle, rendendo di fatto impossibile anche il semplice login al back end della web app, come ad esempio nel caso in cui questa sia un sito che gira su un CMS.

Questo problema, segnalato anche da John Papa, può essere evitato monitorando di tanto in tanto lo stato del DB con dei tool di monitoraggio come SQL Manager.net o, più semplicemente, acquistando un DB più capiente nella fase di creazione della web app.

Per un ulteriore approfondimento, si rimanda all’articolo di Papa http://www.johnpapa.net/azurecleardbmysql/​

Daniele Bitetti